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Lo Yoga come terapia


Molti studi scientifici dimostrano il valore altamente terapeutico dello yoga. I primi benefici si manifestano sul piano fisico, il corpo diventa energico, snello, tonico ed elastico, il sistema nervoso si rilassa, migliora la circolazione sanguigna, con il risultato che gli organi interni sono più ossigenati.

Una ricerca statunitense pubblicata sulla rivista scientifica “Pain” ha verificato gli effetti della pratica Yoga, e in particolare del metodo lyengar, su un gruppo di persone affette dalla lombalgia cronica.

E’ la prima sull'argomento a utilizzare uno studio randomizzato e controllato: i pazienti scelti non hanno mai praticato yoga. Hanno frequentato, per circa tre mesi, una lezione alla settimana della durata di un'ora e mezza e sono stati incoraggiati a praticare, a casa per trenta minuti per cinque giorni alla settimana.

Risultato: una significativa riduzione dell'intensità del dolore, della disabilità funzionale e dell'uso di medicinali dopo tre mesi di pratica. Lo studio ha preso in considerazione ventinove posture tra quelle supine, sedute, erette, piegate in avanti e le torsioni che hanno portato alla progressiva riabilitazione del disturbo migliorando gli squilibri del sistema muscolo-scheletrico che influenzano l'allineamento spinale e la postura, aumentando la flessibilità, la mobilità e la stabilita nella muscolatura e nelle articolazioni.

All'inizio sono state proposte “asana" (posizioni) in grado di alleviare il dolore e la tensione muscolare, per passare, poi, all'allungamento dei fasci muscolari che si attaccano alla colonna e alle pelvi, e all'apertura di anche e inguini; le torsioni accedono ad un livello più profondo dei muscoli dorsali e aiutano a riallineare le vertebre.

Che lo Yoga sia una toccasana per acciacchi e dolori cronici alla schiena lo conferma anche uno studio condotto dai ricercatori del Group Health Cooperative di Seattle e pubblicato sugli Annali of Internal Medicine.

Altre ricerche sull’efficacia dello yoga e del metodo Iyengar, hanno dato risultati positivi includendo:

  • Osteoartrite (Garfinkel et al. 1994)
  • Sindrome del tunnel carpale (Garfinkel et al. 1994)
  • Sclerosi multipla (Oken et al. 2004)
  • Forme leggere di depressione (Woolery et al. 2004).
  • Asma bronchiale (Nagarathna e Nagendra, 1965; Vedanthan et al. 1998)
  • Tubercolosi polmonare (Visweswairaiah e Telels 2004)
  • Dipendenza da droghe (Shaffer et al. 1997)
  • Ipertensione (Murugesan et al. 2000)
  • Sindrome del colon irritabile (Tanaja et al. 2004)
  • Linfoma (Cohen et al. 2004).

Inoltre uno studio del settembre 2005, pubblicato su Archives of Physical Medicine and Rehabilitation ha verificato gli effetti del metodo Yoga Iyengar sul miglioramento dell’estensione dell’anca negli anziani e nella prevenzione delle frequenti cadute.

Lo yoga si è però rivelato utile anche come supporto nella cura di alcune malattie importanti. Secondo una ricerca del Medical Center di New York le persone guarite da tumore riescono a combattere meglio il senso di fatica e l’insonnia se praticano yoga, e sarebbero più leggeri gli effetti collaterali come nausea e vomito della chemioterapia.

Studi scientifici dimostrano che lo yoga aiuta i malati di sclerosi multipla nella riabilitazione: la neurologa Donatella  Caramia, docente alla Facoltà di Medicina di Tor Vergata, dal 2004 ha portato avanti un progetto pilota su questa malattia e lo yoga ed ha potuto verificare la capacità di intervenire sulla "plasticità cerebrale", ossia sul modo che il cervello ha di modificarsi di fronte ai cambiamenti del mondo circostante. Le tecniche di rilassamento riducono l’ansia, l'altro elemento è la musica: “il canto che apre la lezione aiuta la guarigione”. (Giugno 2010)

Fondamentale l’apporto dello yoga nella terapia del dolore. “In questo campo l’efficacia della terapia dipende dalla precisione della diagnosi, cosa difficilissima in quanto il dolore cronico è sostenuto da meccanismi neuropatologici di cui si sa ancora molto poco”, afferma Cristiano Gandini, specialista in terapia del dolore, anestesia e rianimazione al Centro Pier Ettore Bergamasco della Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico Mangiagalli e Regina Elena di Milano: “l’applicazione di terapie combinate, attraverso la cooperazione di più specialisti, era già stata posta come fondamento della terapia del dolore da John Bonica nel 1953. Curare la persona piuttosto che curare solo il dolore oltre ad essere più facile è sicuramente più completo e può portare a maggiore successo”.

In Italia il 55 per cento di coloro che vengono trattati con terapia antalgica la interrompe perché non funziona e tra i pazienti che hanno dolore solo il 2 per cento viene visitato da uno specialista della terapia del dolore: “ciò significa che in Italia la terapia del dolore  è poco conosciuta”, continua lo specialista, “e che una terapia farmacologia sistemica da sola non è sufficiente per trattare il dolore cronico, patologia complessa da affrontare in modo complesso. Lo Yoga, secondo lo studio pubblicato su Pain, ha dimostrato scientificamente di agire sul dolore complesso”.

Quello che viene comunemente detto mal di testa può essere provocato da cause anche molto diverse fra loro. In alcuni casi, questi dolori possono essere alleviati o addirittura risolti con lo yoga: “è possibile prevenire soprattutto le cefalee tensive, che derivano da una contrattura dei muscoli della catena dorsale, con tecniche di rilassamento e respirazione che aiutano a sciogliere la muscolatura e a sbloccare il diaframma, spesso rigido, in reazione all'ansia», spiega Fulvio Palombini, docente di fisioterapia all'Università La Sapienza di Roma.

Diverso il caso dell'emicrania, che si presenta come dolore pulsante e localizzato: “le risultanze empiriche dimostrano che il corretto equilibrio neurovascolare favorito dallo yoga può ridurre, in alcuni casi, questo tipo di nevralgia, ma non siamo ancora di grado di capire il meccanismo tramite il quale tutto ciò avvenga”, spiega Palombini. Nel 2007 prove scientifiche sono state raccolte dai ricercatori della Rajasthan University di Jaipur, in India, che hanno verificato come a un gruppo di 72 individui soggetti a emicranie abbia giovato un periodo di yoga (terapia della durata di tre mesi, scandita da un'ora di pratica al giorno).       
L'analisi ha dimostrato come, a differenza di quanto accaduto al gruppo di controllo che si è limitato a seguire una dieta specifica, il gruppo yoga abbia visto diminuire in modo significativo il numero e l'intensità degli attacchi. Secondo lo studio, uno dei principali motivi è l'aumento della serotonina, la cui scarsità è indicata tra le possibili cause del mal di testa localizzato.       
Attenti ... Durante un mal di testa molto intenso è opportuno non eseguire nessuna asana e limitarsi a tecniche di relax in una stanza buia per limitare gli stimoli al cervello. Se l'attacco è di media intensità, è meglio evitare asana troppo vigorose, in particolare quelle che implicano posizioni a testa in giù.

Lo yoga incide sul sovrappeso attraverso una pratica fisica e mentale. Il sovrappeso è responsabile di alcune patologie, quali il diabete mellito tipo 2, ipertensione, disturbi cardiaci e apnea notturna, chi è in sovrappeso è soggetto a problemi alla schiena e alle articolazioni. I problemi di peso, inoltre, creano un circolo vizioso sull'autostima che, a causa dello stress, induce il corpo a produrre maggiori dosi di cortisolo, che provoca una ricerca di cibo compulsiva, trasformando le calorie in grasso addominale e generando le patologie descritte. I benefici sul piano mentale della pratica dello yoga passano attraverso la comprensione del proprio stato d'animo, fino ad arrivare alla comprensione di tutti quei condizionamenti e abitudini che influenzano i comportamenti negativi sul piano alimentare: si acquisisce un'autoconsapevolezza che permette alla mente di controllare le abitudini autoindotte che portano al consumo compulsivo del cibo, si arriva alla percezione che vi sono rigidità mentali o fisiche, si riduce l'ansia, e si acquisisce calma interiore. Aumentano disciplina, forza e autocontrollo e allo stesso tempo si coltivano consapevolezza, rilassamento e serenità.

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